interviste marta duò
Mondi d'inchiostro

Interviste all’autrice

Chi sono i tuoi maestri distopici?
Mi ritrovo molto negli scritti distopici di Walter Tevis. Sento molto vicina l’amarezza per un futuro che, per quanto roseo e tecnologicamente agevolato, lascia dietro di sé delle anime spezzate, fuori posto. Un altro tema che apprezzo è l’incapacità dell’essere umano di comprendere tale malessere e affrontarlo senza danni.

L’intervista completa è sul sito Leggere Distopico!

Pensi che quello che scrivi possa avere un impatto sul mondo che ti circonda?
Mi piacerebbe, non lo nego. Ciò che scrivo ha sempre un collegamento con tematiche attuali (il mio romanzo d’esordio parla di cambiamenti climatici, di guerra e di odio etnico, mentre il mio prossimo libro affronterà il cyberbullismo e il suicidio adolescenziale), ma il mio intento non è fornire morali preconfezionate. Io non metto becco in ciò che racconto, lo mostro al lettore e basta. Desidero che sia il lettore stesso a riflettere e a trarre le sue conclusioni.

L’intervista completa è sul sito di Senza Confine, un progetto di cui non vi ho ancora parlato ma che vedrà la luce nei prossimi mesi!

Parlaci un po’ di Ridian e del rapporto tra umani e alieni.
Immaginate di svegliarvi circondati dai ghiacci o dalla polvere del deserto, e scoprire che sulla Terra non esistono più gli ecosistemi a voi familiari; immaginate poi di essere fortunati e di poter vivere in un’oasi artificiale, in cui la vostra vita ha un impatto calcolato, mentre la maggior parte della popolazione è lasciata al di fuori in balia di se stessa e dei capricci climatici. Ecco, in queste condizioni Ridian rappresenta la vostra unica speranza. Questo, tuttavia, vale se siete nel XXII secolo. Se invece appartenete al XXV secolo come le voci narranti del romanzo, sappiate che la Terra è prossima al collasso e Ridian è ridotto a un cumulo di macerie contaminate.

Il resto dell’intervista è disponibile su Upsidedown Magazine!

Infine, eccovi un’intervista video che ho rilasciato al Salone Internazionale del Libro di Torino, nel 2019. Non sono granché a mio agio nei video (e si vede), ma confido nella vostra clemenza! Buon ascolto e buona lettura!

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