Mondi d'inchiostro

Romanzo Sfigato: il diario di bordo

Ve li avevo promessi nel post precedente e, finalmente, ecco gli aggiornamenti ufficiali sul mio secondo romanzo. Se mi seguite, qui e sui social, saprete bene che è da parecchio che parlo di questo libro e più volte avrete aspettato qualche notizia un po’ più precisa. Questo è il post che desideravo scrivere da diversi mesi, ma non ho voluto dare aggiornamenti “intermedi” perché non amo scrivere in uno stato d’animo di impotenza e delusione. Quindi lo faccio ora, tranquilla e felice.

Non rivelerò subito il nome dell’editore con cui ho firmato tre giorni fa, perché in questo caso più che mai è importante il “viaggio” affrontato dal romanzo prima di approdare in un porto sicuro. Riponderò però subito a una domanda che in molti mi pongono quando menziono questo romanzo: “perché non hai pubblicato di nuovo con Plesio? Mi sembrate così affiatati…“. Il motivo è molto semplice: ciò che ho scritto non rientra nella linea editoriale di Plesio Editore.
Pubblicare con un altro editore non comporta in automatico un allontanamento (anche perché, mi dispiace per i miei poveri colleghi, ma da loro non mi schiodo nemmeno con le bombe).

Lo anticipo: questo sarà un post lungo e conterrà tutte le disgrazie capitate a Romanzo Sfigato, perché penso possano essere utili per voi, per non commettere i miei stessi errori e tutelarvi laddove è possibile.

Era il 2008 quando nacque la prima idea: si intitolava Storia per Halloween e, se la leggeste (ma non lo farete mai, ve l’assicuro) non trovereste alcun nesso con il romanzo attuale. Ma va bene così, nella mia testolina tutto iniziò da lì.
Ripresi questo spunto nel 2012, quando si intitolò L’Ultimo Monte. L’odissea editoriale iniziò nel 2014 con questa versione della storia, che inviai a una rivista italiana appena nata, dedicata a racconti di genere fantastico: L’Ultimo Monte venne cortesemente rifiutato perché, se la storia non era male, la narratrice non possedeva una voce propria. Un po’ amareggiata, misi da parte questa storia ma rimuginai un bel po’ su quelle parole.
Nel 2015 ripresi quel suggerimento e scrissi un’altra versione; trasformai il racconto in novella, ampliandolo e modificandolo altre tre volte nel corso di quell’anno. Eppure mancava sempre qualcosa, volevo affrontare temi troppo personali, paranoie mie e stava diventando una cosa senza senso. Anche qui, non trovereste alcun collegamento con il romanzo attuale, se non nel nome della protagonista e nella sua classe di bulli. Non inviai a nessuno quella novella e la chiusi ben bene nel cassetto, anche perché dovevo dedicarmi a I Superstiti di Ridian, che stavo completando proprio in quel periodo.

Poco dopo aver pubblicato I Superstiti di Ridian con Plesio Editore, nel giugno del 2017 ritornai a mettere mano a L’Ultimo Monte, ben decisa a eliminare ogni riferimento a paranoie personali, a staccare la protagonista da me e a darle finalmente una sfaccettatura tridimensionale. Da Eve divenne Eva, una tredicenne isolata e bullizzata, il cui unico rifugio dalla realtà sono gli inquietanti paesaggi che le appariranno in sogno dopo un lungo incubo durante la notte di Halloween. La novella divenne un romanzo breve ed ero decisa a usarla come esperimento nel campo dell’autopubblicazione.
Le vecchie abitudini però sono dure a morire, così tentai comunque l’invio a qualche casa editrice a fine 2017. Quattro, per la precisione, di cui due medio-grandi giusto per togliermi lo sfizio.

Ebbene, le disavventure di Romanzo Sfigato iniziano qui, con quelle quattro case editrici.
Quante volte ho ribadito, nei miei articoli, l’importanza di definire con la massima cura il genere di appartenenza di un romanzo e il target di lettori, così da poter avere solide basi per scrivere la sinossi? Ecco, vi dimostrerò nei prossimi paragrafi che non lo dico tanto per dire.
Qual è il genere de L’Ultimo Monte? Non ve lo saprei dire neanche adesso, in realtà, men che meno avevo la risposta in tasca due anni fa: a capitoli onirico-horror si alternano parti mainstream/slice of life della piccola Eva. Il che non è un problema quando lo devi presentare a un editore, sia chiaro: il problema si presenta quando devi sceglierlo, questo benedetto editore.
Le due case editrici medio-grandi non erano proprio le più indicate a ricevere una commistione di questi generi, quindi non mi stupii quando non ricevetti risposta. Riguardo agli altri due editori, medio-piccoli e piuttosto noti in certi gruppi Facebook, di uno toppai completamente la collana di riferimento (perché, appunto, non avevo ben chiaro il genere predominante de L’Ultimo Monte e mi lasciai fuorviare dalla descrizione della collana a cui puntavo), mentre l’altro mi bocciò a partire dalla sinossi.
Ah sì, non ve l’ho detto: la prima versione della sinossi, che stracciai dopo questo episodio, si focalizzava sugli aspetti sbagliati del romanzo. Insomma, cannai questo primo giro di invii su tutta la linea, non mi vergogno a dirlo. Commisi parecchi errori, credendomi forte della mia prima, fortunata esperienza con I Superstiti di Ridian.
Raddrizzai il tiro e, a febbraio 2018, ricevetti una dimostrazione di interesse da parte di un editore che avevo scoperto da poco. Potevo mica sapere che la Sfiga Cosmica fosse in agguato?

Lo so, sembra un paradosso, ma vi ricrederete anche voi. Dunque, mi accordai quasi subito con questo editore per apportare modifiche importanti: c’erano diversi aspetti che l’editor avrebbe voluto vedere approfonditi, così iniziammo a progettare dei capitoli aggiuntivi. Compito di questi capitoli sarebbe stato dare anche un taglio più mainstream al romanzo. Trattandosi di un lavoro piuttosto corposo, però, mi chiese di farmi firmare il contratto più avanti, quando il lavoro fosse stato ultimato: visionai la bozza del contratto, che mi piacque molto, e io accettai il compromesso perché so molto bene che parecchi autori prima firmano e poi rifiutano di correggere mezza virgola. Abbozzai una scaletta di 16 nuovi capitoli, che mi tennero impegnata da aprile fino a metà agosto 2018: il romanzo era di fatto raddoppiato in numero di caratteri.
La data prevista di pubblicazione slittò da dicembre 2018 al Salone di Torino 2019.
Passò settembre, passò ottobre con Stranimondi e passò metà novembre prima che trovassi il coraggio di chiedere notizie del romanzo. Perché, tra tutti, sono sempre rimasta fedele a un principio: non rompere le balle e non tartassare gli editori che lavorano. A fine novembre mi fu detto che i capitoli nuovi erano di qualità molto inferiore rispetto a quelli originari e che, pertanto, rinunciavano alla pubblicazione del romanzo.
Quella sera stessa mi chiamò Giordana, la mia Plesio-editrice, e scoppiai in lacrime per tutta la telefonata. Non fu divertente vedere tutti i miei progetti futuri andare in fumo e slittare a chissà quando.

Da parte mia, so di aver scritto quei capitoli in un periodo veramente orribile della mia vita e, a dirla tutta, non mi stupisce che la qualità fosse calata. Sebbene non sia quel tipo di persona che dice massì scriviamo ‘sta cagata ché poi ci pensa l’editor, su alcune parti avrei davvero voluto poterci lavorare meglio con il supporto di una persona competente.
Paradossalmente, nella Sfiga Cosmica arrivò anche la Botta di Culo: pochi giorni dopo aver ricevuto la tremenda notizia, seppi che una certa casa editrice avrebbe aperto le selezioni per 48 ore soltanto. Era una casa editrice che avevo conosciuto al Salone del 2015, quando condivideva lo stand con Plesio, e a cui avevo pensato di inviare I Superstiti di Ridian se solo non ci fosse stata un’incompatibilità di “romanzo pronto & valutazioni aperte”. In più avevo già letto alcuni libri del catalogo.
Bene, avevo tre giorni di tempo per raccattare i cocci de L’Ultimo Monte, correggere i capitoli nuovi, eliminare le incongruenze fra questi e la parte vecchia, incollare i cocci, limare il tutto e scrivere una nuova sinossi. Ho sudato sette camice, anche se faceva un freddo maledetto, e ho inviato un romanzo (e una sinossi) preparato al meglio delle mie possibilità. Siamo a dicembre 2018.

I mesi seguenti sono stati una macchia indistinta di frustrazione, attesa, blocco totale, ma per ragioni del tutto personali. Diciamo che le batoste appena prese non avevano contribuito a ridarmi il buonumore. Convivo tuttora con un certa amarezza e disillusione verso il mondo editoriale e il modo in cui l’ho vissuto; gran parte del mio entusiasmo se n’è andato e sono diventata più attenta, anche nel dare consigli. Questo è il motivo principale per cui ho deciso di mettere in pausa la rubrica editoriale qui sul blog.
Ma tutto è bene ciò che finisce bene, no? Dopo un’odissea di venti mesi, senza contare i primi tentativi di uscire dal bozzolo, L’Ultimo Monte ha finalmente trovato casa e vedrà la luce con la NeroPress Edizioni.
Non abbiamo ancora date precise, perché stiamo definendo gli interventi più importanti da effettuare in vista dell’editing. Non è stato facile arrivare fin qui, ma sono felice che le lunghe (dis)avventure di Romanzo Sfigato lo abbiano portato a questa destinazione; ora dovrà passare sotto i ferri degli editor, sognando il momento in cui sarà finalmente libero di arrivare fra le vostre mani.

Grazie per aver letto fin qui!

Marta

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2 pensieri riguardo “Romanzo Sfigato: il diario di bordo”

    1. In realtà non è affatto una domanda scema, come vedi anche dalle conseguenze che ha avuto su di me XD
      In realtà l’editore non rischia nulla, perché non è vincolato a un autore e, nel caso in cui quest’ultimo decidesse di firmare con qualcun altro, alla peggio l’editore dovrebbe solo ritoccare il piano editoriale. L’autore invece ha tutto da perderci, ma io mi fidavo sinceramente di quelle persone (le avevo pure incontrate di persona, in un’altra Regione addirittura) e ho pensato che, visto il comportamento dello scrittore medio, come compromesso poteva andare bene. Le conseguenze le sappiamo 😅

      Piace a 1 persona

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