Aiuto ho scritto un libro! Guida pratica

I gadget come strumento promozionale

Approfondiamo il discorso riguardante i gadget, già accennato nell’articolo dedicato ai blogtour; ci eravamo lasciati spiegando l’importanza di offrire al (potenziale) lettore qualcosa di originale e difficilmente reperibile, che sia ovviamente legato al nostro romanzo. Facile a dirsi, no? Ma quali caratteristiche deve avere un gadget efficace?

Innanzitutto, un gadget è efficace quando rappresenta un premio soddisfacente per un giveaway o, appunto, un blogtour; oppure quando aiuta un lettore indeciso a superare l’indugio iniziale e lo invoglia a effettuare acquisti multipli; o, ancora, quando vi consente di preparare pacchetti speciali (in occasione di Natale, per esempio) che il pubblico apprezzerà, dunque smuoverà le vendite in determinati periodi dell’anno.
Quello che non dovete fare, però, è puntare sulla vendita del gadget e, come accompagnamento, piazzare anche il vostro libro.

  • Un buon gadget deve essere utile. La miniatura della spada epica del protagonista è senza dubbio bella, ma se commissionerete un bel disegno della stessa e ne ricaverete una copertina per un quadernino, state certi che il pubblico apprezzerà molto di più. Ricordate che il vostro sfizio viene sempre dopo quello del lettore. La miniatura potete tenerla per voi, mentre chi leggerà le vostre pagine potrà annotare le citazioni preferite su un bellissimo blocco per appunti che non troverà in nessuna cartoleria.
  • Un gadget deve essere bello, dove “bello” significa soprattutto “ben fatto”, di qualità. Riprendiamo l’esempio del punto precedente: il disegno della spada non sarà realizzato da voi manipolando con Paint un’immagine free, bensì sarà commissionato a un professionista e poi stampato da una buona tipografia.
  • Non dimentichiamo l’originalità; gli articoli di cartoleria piacciono a tutti e in generale sono sempre una buona opzione, mentre le tazze sono un po’ squallide (a meno che una tazza in particolare non abbia un certo ruolo nella trama). Ricordate che solo i veri nerd smaniano per i gadget ispirati ai loro libri preferiti, perciò controllate cosa offre il mercato e non buttatevi nelle categorie di oggettistica già sature (tipo quella delle tazze).
  • Non è banale tenere a mente la coerenza fra gadget e romanzo. Non dovete dimenticare che questo tipo di oggetto è rivolto tanto ai lettori affezionati quanto ai perfetti sconosciuti. Anche se vanno di moda i quaderni con i gattini, voi dovrete resistere alla tentazione e preferire il disegno della spada del protagonista.
  • Un gadget deve farsi ricordare anche a distanza di tempo, quindi evitate l’oggettistica “usa e getta” oppure fragile. Un quaderno, un gioiello, un segnalibro metallico o ricamato sono esempi di piccole cose che il lettore difficilmente butterà via; potrebbe perderle e, un giorno, ritrovarle assieme alla voglia di riprendere in mano il vostro romanzo.
  • In tutto questo, ricordate di non spendere troppo; i gadget sono soprattutto un accompagnamento e spesso vi ritroverete a regalarli, oppure a venderli con un sovrapprezzo irrisorio. Devono essere un aiuto alle vendite e non fonte di perdita, perciò mantenetevi su oggetti piccoli e facilmente riproducibili in serie (le spille sono molto gettonate per questi motivi), in modo da non dover risparmiare sulla qualità del processo di realizzazione.

Adesso che abbiamo le idee un po’ più chiare, almeno sulla carta, possiamo chiederci in quali occasioni si vendano bene questi gadget. Come anticipato a inizio articolo, i gadget possono diventare dei potenti alleati nelle fiere, perché catturano l’attenzione e stuzzicano l’interesse; il vostro compito è quello di renderli accessibili in qualità di piccolo compenso, che concederete volentieri in cambio dell’acquisto di due o più libri. Va da sé che funzionino meglio se sono legati a una saga, oppure se siete scrittori molto prolifici e cercate nuovi modi per lanciare il vostro ultimo lavoro, senza però lasciar languire le prime pubblicazioni.
Una buona occasione è anche quella costituita dalle vendite private, in cui i lettori vi contattano sui social per acquistare un pacchetto speciale per sé oppure da regalare. Questi pacchetti possono essere in edizione limitata e/o diversi da quelli che offrite in fiera, così da fare leva sullo spirito del collezionista.

Si tratta di uno strumento promozionale non molto diffuso nell’ambiente degli scrittori emergenti, mentre è usato più di frequente dalle case editrici, anche medio-piccole. Le occasioni per sfruttarlo non mancano e io vi ho indicato quelle più efficaci; naturalmente voi potete sbizzarrirvi, conoscendo il vostro pubblico e il modo in cui preferite muovervi per intercettare nuovi lettori.
Vi saluto ricordandovi che potete trovare il riepilogo delle “puntate precedenti” al fondo di questa pagina.

Marta

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