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Novembre

Svegliarmi con la luce cinerea che filtra dalle tapparelle è ormai un’abitudine; a parte rare giornate serene, Novembre è sempre così. L’ultimo giorno di questo mese non è stato da meno: freddo, elettrico, con il cielo coperto da nuvole alte e compatte che mi fanno sentire sotto una cupola. Lo aspettavo, questo 30 novembre, e a dire il vero non vedo l’ora che sfumi presto nella notte.
Novembre è stato un mese che non posso dimenticare ed è per questo motivo che voglio dedicargli un post. È stato un mese da cui non posso tornare indietro: per ben due volte sono uscita dal mio solidissimo guscio, molto al di fuori della mia comfort zone, e non posso ignorare la forza nascosta che ho (ri)scoperto; ho ricevuto un duro colpo a livello editoriale, che ha completamente sballato i miei piani e le mie aspirazioni; ho compiuto una scelta che, in cinque anni, non avevo mai avuto il coraggio di ammettere e da cui difficilmente tornerò indietro; ho quasi portato a termine un percorso di consapevolezza e miglioramento di me stessa, ma in fondo questo non è altro che l’inizio di un sentiero ulteriore-

Ripensandoci, è curioso. Non ho mai amato novembre: è quel mese un po’ stupido fra Halloween e Natale, per cui finché si è piccoli sembra un lunghissimo supplizio in attesa di Babbo Natale e da grandi è solo una fastidiosa anticamera alla routine auguriateefamiglia-regali-bambini-codeinmacchina-vacanza-ancheil2019saràunamerda.
La società non ci aiuta a vivere bene Novembre. Eppure, basterebbe fermarsi un attimo in mezzo alla strada più affollata del centro città, inspirare a lungo e chiudere gli occhi.
Novembre è capace di tagliare la pelle con l’aria finalmente gelida e riempirne le ferite con nebbia soffice e silenzi ovattati; Novembre inghiotte i resti delle foglie cadute a ottobre, perde quei meravigliosi colori caldi e ti schiaccia sotto l’immensità di un cielo grigio, crepato dai rami spogli, senza le barriere e i colori delle foglie; Novembre è meraviglioso e la sua bellezza non risiede nella natura che cambia abito prima di morire… la sua bellezza è l’attimo stesso della morte. Non c’è ancora la pace dell’inverno e nemmeno la scintilla di attesa dei germogli sotto la neve.
È così che mi sento, in fondo: spoglia di tutto, da sola contro il vento gelido. Ho appena perso tutte le mie foglie. Non è una brutta sensazione, è solo che fa paura.

Non saluterò con rimpianto questo Novembre, dunque, ma gli sarò sempre grata, così come sarò grata a me stessa per avuto saputo accogliere questa lezione.
Adesso non resta che attendere l’inverno e girare pagina del calendario.

Marta

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2 pensieri riguardo “Novembre”

  1. Sono così belle e allo stesso tempo struggenti le tue parole. Anche per me novembre è un mese particolare: riporta a galla eventi lontani ma che fanno ancora male e domande alle quali non avrò mai risposta purtroppo. Perciò ti stringo forte e spero che il prossimo novembre che verrà porti con sé solo sorrisi.

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