Aiuto ho scritto un libro! Guida pratica

Il prezzo di copertina

Al netto degli sconti applicati dagli store e delle promozioni occasionali, il prezzo di copertina rappresenta non solo i soldi che chiedete in cambio di qualche ora di buona lettura, ma soprattutto il valore che date al vostro romanzo.
Se sarà troppo alto, il potenziale lettore avrà la sensazione che vi stiate sopravvalutando (che ladrata!) e, al contrario, se sarà troppo basso passerete inosservati, perché chissà che schifezza è per costare così poco. Insomma, vi sembrerà di essere una scatoletta di carne al supermercato e, in effetti, sarete davvero pigiati su un enorme scaffale virtuale assieme a migliaia di “concorrenti”. Ma come possiamo quantificare “troppo” e “troppo poco”? Come facciamo a scegliere il giusto equilibrio?

Iniziamo parlando del formato cartaceo, quello più costoso e dunque delicato. Per capire come stabilire il giusto prezzo, dobbiamo innanzitutto decidere il formato: un cartonato con sovraccoperta, magari quadrato, costa senza dubbio di più rispetto a un tascabile di dimensioni standard. Dunque il primo fattore che consideriamo è il costo di stampa, tra grammatura della carta, plastificazione della copertina e/o delle pagine interne, presenza di illustrazioni in bianco e nero oppure a colori, le dimensioni dell’oggetto libro… costi che possono essere ammortizzati in minima parte dal secondo fattore, ossia la tiratura. Vale la legge della serialità di un prodotto: più copie si realizzano, più basso sarà il costo del singolo oggetto. Capite bene che per un autore indipendente oppure per una casa editrice medio-piccola le tirature si aggirano al massimo attorno alle 100 copie, più frequentemente attorno alle 50-60.
Il terzo fattore è la distribuzione. Gli store online trattengono la fetta più grande dell’incasso, mentre la percentuale restante dovrà essere suddivisa fra un eventuale editore, l’autore e, nel caso di vendite autonome, le spedizioni.
La somma di questi fattori produrrà un prezzo base formato esclusivamente da costi fissi, per ogni singola copia.

Questo prezzo base è fornito in automatico dalle piattaforme di self publishing e dalle tipografie; le prime vi aiuteranno anche a calcolare il prezzo per il pubblico, che deve tenere conto della distribuzione, ed è solo a questo punto che potete permettervi di guardare la casellina che calcola il guadagno su ogni copia. Sfortunatamente, è sempre qui che entrano in gioco alcuni fattori scomodi come l’appetibilità per il pubblico.
Tutti vorremmo guadagnare 10€ a ogni copia venduta, credetemi, invece spesso tocca accontentarsi di una decina di centesimi. Se avete scritto un romanzo molto corposo, partirete inevitabilmente da una cifra alta; a meno che non vogliate proporre un romanzo a 30€, dovrete mantenervi sotto la soglia psicologica dei 20€ (intendo sotto di qualche euro, non di pochi centesimi) e i vostri guadagni saranno risicatissimi. Quel che potete fare è considerare come canale principale la vendita diretta, per cui ordinerete le copie a prezzo di costo senza la distribuzione online di mezzo, oppure il formato digitale. Per romanzi più brevi invece potete sperare in qualche soldino in più, ma fate attenzione: se il lettore medio è disposto a spendere 10€ per un romanzetto minuscolo pubblicato da un grande editore, lo fa perché è spinto dall’affidabilità del marchio, mentre voi state nuotando nel mare magnum dell’editoria indipendente.

Li ho menzionati, quindi parliamo adesso degli ebook; in particolare farò riferimento al formato standard (qui per approfondimenti sulle altre tipologie), quello che consente la semplice lettura di un testo.
Le percentuali trattenute dagli store sono molto variabili, relativamente al prezzo finale, e vanno dal 30% al 65% circa. Un ebook vi consente un margine molto più ampio, ma non lasciatevi tentare. Mentre i grandi marchi mantengono prezzi esorbitanti, nella speranza di spingere sulle vendite cartacee, a voi interessa raggiungere più persone possibili: i lettori digitali tendono a comprare molti più libri, anche solo per non “rischiare” troppi soldi su un esordiente, perciò dovete considerare che il prezzo dell’ebook sarà sensibilmente più basso rispetto al cartaceo.
In tutto questo dovete anche pensare alle promozioni che farete per incentivare le vendite: offerte in occasione del lancio, del Natale, del vostro compleanno… il prezzo originale deve essere abbastanza alto da offrirvi un buon margine per queste promozioni, in particolare in base alla frequenza con cui le prevedete. Se preferite tenere un prezzo buono, per esempio 1,99€, allora lo sconterete con moderazione; se partite da cifre più alte, vuoi perché il romanzo è corposo o perché l’editore ha deciso così, farete offerte frequenti per invogliare l’acquisto.
Fate attenzione a non svalutarvi: è bene che gli sconti non superino il 50% del prezzo iniziale, perché un lettore che vi ha comprato a prezzo pieno non deve maledirvi per aver “perso” così tanti soldi.

Dopo questi discorsi teorici, ho pensato che vi avrebbe fatto piacere una tabella indicativa sui prezzi migliori da impostare per gli ebook (i fattori che incidono sui cartacei sono davvero troppi); in ogni caso i giudici migliori siete voi: studiate bene i colleghi più venduti del vostro genere di riferimento e cercate di collocarvi in una fascia di prezzo concorrenziale.

  • fino a 100 pagine, un buon prezzo è 0,99€;
  • da 100 a 300 pagine, potete muovervi nella fascia 1,99€-2,99€;
  • dalle 300 pagine in su vi consiglio di non eccedere oltre i 4,99€, soglia psicologica oltre la quale diventa preferibile un acquisto alternativo in formato cartaceo.

Mentre degli ebook gratis (e soprattutto delle promozioni gratuite) parleremo nel prossimo articolo, vorrei concludere facendovi riflettere sul fenomeno dei 99 centesimi, un vero cancro editoriale esploso soprattutto in seno alla letteratura d’evasione. Se tale prezzo è più che onesto per un romanzo breve, fresco, che ha richiesto poca ricerca (nessun investimento in saggi, documentari e altro materiale a pagamento, ecco), non possiamo applicare lo stesso ragionamento a quei libri più corposi che, per non essere buttati fuori dal mercato, si sono svalutati imponendosi al prezzo fisso di 99 centesimi.
Potrà essere stata una strategia vincente all’inzio, ma oggigiorno i libri così economici vengono acquistati in massa, più per curiosità che per reale interesse, e finiscono nella coda di lettura in mezzo a centinaia di altri titoli. In questo senso parlo di svalutazione: più l’acquirente paga e più sarà interessato a usufruire dell’articolo su cui ha speso quei soldi, perché ai suoi occhi ha un valore aggiunto.
Un romanzo di 300 pagine a 99 centesimi farà dubitare della qualità dell’editing e della storia in sé; una copertina banale poi darà il colpo di grazia. Vale anche se impostate questa cifra come prezzo promozionale: lo sconto fa percepire il reale valore della merce (quante volte abbiamo guardato le magliette scontate a 3€ nei negozi a ci siamo detti “e pensare che guadagnano anche su questi pochi euro”) e non è bello dare l’idea che sia così basso.

Insomma, questi sono i miei 99 cents sullo strumento promozionale più potente che c’è. Se avete esperienze da raccontarmi in merito, scrivetemi nei commenti!
Se invece volete leggere gli articoli precedenti, vi rimando al fondo di questa pagina.

Marta

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