Aiuto ho scritto un libro! Guida pratica

Gli equilibri di una copertina

Nell’articolo precedente vi ho parlato delle licenze Creative Commons e degli elementi che costituiscono le copertine di ogni romanzo. Arrivati a questo punto sappiamo districarci benissimo in questo labirinto e possiamo iniziare a sognare la nostra bellissima e legalissima cover. Da cosa cominciamo?
La copertina può essere legata in modo più o meno stretto al romanzo, nel senso che può rappresentare tanto il protagonista quanto un soggetto d’impatto ma apparentemente slegato dal contesto; non può però prescindere dal genere e dal target. Insomma, un fantasy per ragazzi potrà sì essere presentato con una scena di battaglia, purché non vi sia uno sbudellamento in primo piano.
La cosa migliore da fare è guardarsi attorno e studiare un po’ le copertine dei romanzi affini al nostro: i romance sono affetti da bicipiti e addominali prorompenti, i rosa prediligono cover illustrate con poche figure e colori pastello, i fantasy si presentano con illustrazioni molto elaborate oppure con stemmi stilizzati e così via.
Il secondo passo è guardare i libri che avete in casa e chiedervi perché li avete comprati. Cos’è che vi ha attirato fin dall’inizio? C’entra magari qualche dettaglio in copertina?
Non abbiate paura di perderci le giornate, perché un’idea di base è utile tanto a voi quanto al grafico che dovrà occuparsi del lavoro.

Ora, quali e quanti elementi possono fare bella figura in prima pagina?
Il consiglio dei professionisti (che raccolgo e passo a voi) è di non esagerare: non potete avere lo sfondo dettagliato, il primo piano di un personaggio e il lettering del titolo elaborato, perché l’occhio non sa su quale elemento concentrarsi e, nel dubbio, guarda da un’altra parte.
Per bilanciare questi tre elementi principali dovete sacrificarne uno e prestare molta attenzione alla simmetria.
Un elemento chiave di cui non potete sbarazzarvi è il titolo, assieme al vostro nome; adesso dovete scegliere tra soggetto principale e sfondo. Siccome il titolo spesso è influenzato dall’illustrazione in copertina, capite fin da subito l’importanza di avere ben chiaro il concept di partenza. E per “titolo” non intendo soltanto il lettering con cui comparirà, ma proprio i vocaboli che lo compongono; un titolo di sette parole infatti richiederà una disposizione degli elementi molto diversa rispetto a una parola singola, e i significati che comunicheranno al lettore saranno altrettanto differenti.

Circa la simmetria, quella più frequente nelle cover degli esordienti è quella centrale: elemento principale bene al centro della prima di copertina, sfondo minimal o assente, titolo non troppo sbilanciato verso l’esterno. Potete giocare con questo equilibrio come volete, anzi, in fatto di cover la moda è proprio quella di trovare soluzioni sempre nuove, a causa della concorrenza sempre più spietata che impone una grafica accattivante in grado di distinguersi.

Nel caso di una collaborazione con casa editrice, il concept deve mettere d’accordo le esigenze commerciali dell’editore, l’esperienza del grafico e infine il vostro gusto. Non sempre potrete dire la vostra, ma trovo giusto che voi abbiate le conoscenze minime necessarie per capire la qualità del lavoro ed essere pronti ad affrontare le eventuali critiche che vi verranno mosse (non si piacerà mai a tutti): rispondere “ah boh l’ha fatto l’editore, io non ne so niente” non vi farà fare una bella figura, invece dimostrarvi un minimo competenti vi aiuterà anche con le pubblicazioni future.

Se invece non collaborate con un editore, oppure quest’ultimo è disposto ad accettare copertine già pronte, a chi potete affidarvi?
Su internet, in particolare su Facebook, vi basterà chiedere nei gruppi frequentati da colleghi scrittori per vedere spuntare una marea di grafici freelance, spesso specilizzati in fotomanipolazioni, e illustratori. I primi vi proporranno, generalmente, una serie di cover che vanno dalle premade (molto economiche, realizzate con immagini free, font semplici e poche possibilità di modifica) fino a quelle realizzate per voi a vari gradi di personalizzazione. Spulciate bene i loro album, perché anche fra le copertine più semplici si nascondono delle piccole perle.
I secondi, invece, sono naturalmente più costosi perché disegneranno per voi il soggetto della copertina e vi proporranno colorazioni con diverse tecniche. Studiate il loro portfolio e i loro stili, alla ricerca di quello più adatto a voi: tendente al realistico, stile manga o fumetto Marvel, onirico e chi più ne ha più ne metta.
Ovviamente il lavoro di un professionista, oltre che pagato, va rispettato: fidatevi delle loro proposte e dei loro rifiuti a fare esattamente come dite voi, fidatevi dei loro anni di studio, dei workshop e dell’esperienza.

Sperando di aver fatto una buona opera di divulgazione, vi ricordo che il prossimo post sarà dedicato al prezzo di copertina e, in particolare, all’eterna diatriba dei 99 centesimi.
Concludo ricordandovi che qui al fondo potete recuperare tutti gli articoli precedenti e sbirciare i prossimi!

Marta

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