Aiuto ho scritto un libro! Guida pratica

Le quattro anime di una copertina e le licenze CC

Lo scopo di questa rubrica è dare degli input per sfruttare al meglio il potenziale di un libro; il presente articolo non fa eccezione, dunque non costituisce una guida per realizzare la copertina di un romanzo.
Sia che siate autori self, sia che abbiate firmato con una casa editrice, trovo giusto che abbiate un’infarinatura di base sugli elementi che compongono una copertina, sui loro possibili accostamenti e sulla legalità del materiale che intendete usare (o che vi proporrà il grafico). Un libro si giudica soprattutto dalla cover e, credetemi, la banalità è dietro l’angolo.

Innanzitutto, pensate ai libri che avete in casa (ce ne sono, vero?) e immaginate di girarli sul dorso, aprirli e appiattirli: avrete un colpo d’occhio sulle parti che compongono una copertina.

  • la prima di copertina
    Ossia il “davanti”, la cover vera e propria, quella che deve colpire subito il lettore. Contiene il titolo, il vostro nome, quello dell’eventuale casa editrice e il sottotitolo/nome della saga, corredati da altri elementi grafici (di cui ci occuperemo nel prossimo articolo).
  • la quarta di copertina
    Il “retro”, dove di norma si collocano quelle righe che il lettore andrà subito a leggere, passato il test della prima di copertina, corredate da ISBN, codice a barre e dalla continuazione dell’immagine a fronte, la quale non deve interferire con la leggibilità.
  • il dorso
    Contiene il titolo, il nome dell’autore e il logo dell’eventuale editore. Non deve essere anonimo, per non scomparire una volta riposto il libro nello scaffale.
  • le alette
    Se sono presenti, spesso ospitano la biografia dell’autore con tanto di fotografia e la quarta di copertina (inteso non come elemento grafico bensì testuale), oppure una citazione dal romanzo che invogli l’acquisto.

Anche se li abbiamo analizzati separatamente, dovete avere ben presente che questi elementi hanno come base la stessa immagine, sono cioè correlati fra di loro. Se volete pubblicare anche in formato cartaceo, quindi, non vi rinvolgerete a un grafico chiedendo solo l’immagine frontale, dovrete avere una cover completa.

Fatte queste premesse, parliamo di un aspetto tutt’altro che scontato: chiunque sia la persona a cui è affidata la copertina (un freelance, voi stessi, il grafico della casa editrice, vostro cugino), dovete sempre controllare che il prodotto finale non sia illegale.
Cercare immagini (anche belle) su Google e fonderle insieme (anche in modo ben fatto) è un’ottima idea per infrangere la legge sul diritto d’autore. Un bell’inizio, no?
Affrontiamo dunque le licenze creative commons (approfondite molto bene su Wikipedia):

  • CC BY
    Con questa licenza potete distribuire, modificare o creare opere derivate dall’originale, anche a scopi commerciali, purché inseriate i credit all’artista (nome e link) e facciate menzione delle modifiche effettuate.
  • CC BY-SA
    Del tutto analoga a quella precedente, ha però una clausola in più: le opere derivate da quella originale devono avere la medesima licenza, cioè sempre CC BY-SA.
  • CC BY-ND
    A differenza delle due di cui sopra, non permette alcuna modifica sull’opera originale, pur consentendone l’utilizzo per scopi commerciali.
  • CC BY-NC
    Questa licenza è analoga alla prima dell’elenco, però non consente un uso commerciale delle opere derivate dall’originale e non richiede la medesima licenza per le opere derivate.
  • CC BY-NC-SA
    Come sopra, però questa volta si richiede che l’opera derivata abbia la stessa licenza dell’originale.
  • CC BY-NC-ND
    Questa licenza è la più restrittiva: consente soltanto di scaricare e condividere i lavori originali a condizione che non vengano modificati né utilizzati a scopi commerciali, sempre attribuendo la paternità dell’opera all’autore.

Vi passa già la voglia di fare tutto da soli, vero?
Vi è anche un altro tipo di licenza, la CC0, di cui fanno largo uso i grafici professionisti e che consiste nella rinuncia a ogni diritto sull’immagine, la quale diventa dunque libera, modificabile a piacimento e sfruttabile per scopi commerciali senza l’obbligo di attribuzione. Sembrerebbe il paradiso, ma proprio perché chiunque può avere accesso a queste immagini è necessario affidarsi a un professionista che sappia selezionare e assemblare, costruendo una cover che non sarà identica a quelle degli autori che hanno avuto la vostra stessa idea. Il sito migliore per le immagini CC0 è senza dubbio Pixabay.

In altri siti è possibile acquistare immagini a prezzi che partono da pochi euro: i più gettonati sono Fotolia, Dreamstime, Shutterstock, Istockphoto e Stockfresh.

Per non sovraccaricarvi di informazioni, ho suddiviso l’articolo originario in due parti: nella prossima puntata vi darò qualche accenno sull’importanza della simmetria e dell’equilibrio per realizzare una cover che non sia un pugno in un occhio.
Il riepilogo degli aspetti affrontati in passato invece è al fondo di questa pagina.

Marta

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5 pensieri riguardo “Le quattro anime di una copertina e le licenze CC”

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