Aiuto ho scritto un libro! Guida pratica

Tutelare il proprio manoscritto

Tutti, ma proprio tutti, ci siamo chiesti: e se mi fregano l’idea o, peggio ancora, la storia?
Abbiamo iniziato a sudare freddo, immaginando la nostra libreria preferita invasa da quel libro che abbiamo scritto noi ma che ci è stato rubato. Ci siamo immaginati strappare i volumi dalle mani dei lettori, gridando all’ingiustizia, alla denuncia, al furto.
Alcuni di noi hanno continuato a crogiolarsi in queste paranoie, gli altri invece hanno aperto questo articolo per capire quanto sia realmente necessario tutelare il proprio manoscritto.

La prima cosa che dovete capire è l’inutilità di rubare una cosa scritta da un perfetto sconosciuto. Per la casa editrice che avete contattato sarà molto più comodo proporvi un contratto anziché prendere il vostro lavoro grezzo, farlo riscrivere dall’editor, apporre un nome fittizio e promuovere il libro come se fosse un titolo qualunque del catalogo. Insomma, cosa ci guadagna se non il rischio di una denuncia?
Peraltro tenete conto che la legge riconosce la paternità dei diritti di un’opera all’atto creativo, dunque siete tutelati in partenza.

Se caricate le vostre storie su piattaforme online fruibili a chiunque, dovreste sapere che i plagi sono all’ordine del giorno e che il vostro testo non è più inedito, quindi se avete intenzione di dargli una nuova veste editoriale vi siete già bruciati parecchie possibilità.

Se vi siete rivolti a dei beta reader e tutto a un tratto vi assale il dubbio che possano prendere il malloppo e caricarlo su Amazon… beh, il discorso è sempre quello: pubblicando una prima stesura non corretta né rivista si bruceranno ogni possibile bacino di lettori. Perché sì, siate umili, quello che mandate ai beta reader è impubblicabile.

Nel caso del self publishing, in cui non avete terze persone a “coprirvi le spalle”, ricordate che l’ISBN è una prova della paternità del vostro romanzo. Anche se in questo ambiente i plagi non sono così infrequenti, soprattutto in certi generi letterari, avete già un’arma dalla vostra parte.

Quindi, tutelare il proprio manoscritto serve? No.
Però se proprio non riuscite a liberarvi di questi timori, eccovi un breve sunto delle opzioni disponibili:

  • deposito notarile. Tutto quel che dovete fare è andare da un notaio per certificare che l’opera in oggetto è proprio vostra ed è in vostro possesso intellettuale e legale dalla data in cui l’avete iniziata. Mettete però parecchi soldi da parte per la parcella;
  • deposito legale. Questo avviene presso le biblioteche nazionali di Roma e Firenze. La ricevuta del deposito attesterà la paternità della vostra opera;
  • deposito o registrazione presso la SIAE. Con un centinaio di euro potete ottenere una ricevuta che attesti la paternità dell’opera a una certa data, nel caso del deposito di un inedito, oppure un bollino che attesti la registrazione di un’opera edita e vi possa difendere dalle riproduzioni non autorizzate;
  • invio postale. Si tratta del vecchio metodo di inviarsi il proprio manoscritto in una busta da non aprire se non in sede legale, così che il timbro postale certifichi l’esistenza del testo in una certa data;
  • invio tramite casella PEC. Una casella di Posta Elettronica Certificata ha un piccolo costo annuo e certifica, appunto, in modo incontrovertibile l’esistenza del manoscritto;
  • marcatura digitale. Si effettua tramite siti appositi e permette di attribuire con valore legale la data e l’ora a un documento informatico.

Questi metodi possono essere usati da soli oppure in combinazione e per maggiori approfondimenti vi invito a rivolgervi a un avvocato. In questa sede mi limito a mettervi la pulce nell’orecchio. Spero vi sia stato utile!
Per altri consigli editoriali, vi ricordo il riepilogo aggiornato della rubrica al fondo di questa pagina.

Prima di darvi appuntamento al prossimo articolo, voglio fare un appunto sulla questione pirateria: le soluzioni che vi ho elencato sopra servono a poco o niente; nel caso scopriate che il vostro libro è stato piratato o rubato (nel senso che qualcuno ha fatto copia e incolla della vostra storia e l’ha spacciata per propria), l’unica cosa che funzioni davvero è un avvocato agguerrito. Considerate poi che molti siti pirata in realtà installano malware e non forniscono la copia digitale illegale. Insomma, se desiderate tutelare il vostro lavoro per precauzione siete liberi di farlo, ma per combattere contro la pirateria serve un’artiglieria molto più pesante.

Marta

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