Aiuto ho scritto un libro! Guida pratica

Il contratto editoriale: obiettivo o fregatura?

Arrivare a un contratto è senza dubbio l’obiettivo dello scrittore, ma dobbiamo fare attenzione a non accettare tutto quel che ci viene proposto per non incappare in clamorose fregature. Non è necessario essere laureati in giurisprudenza per individuare la maggior parte delle truffe nascoste dietro un fiume di belle parole, basta solo un po’ di accortezza e l’aiuto di chi ne sa più di noi. A questo proposito vi consiglio il sito Scrittori in Causa e il gruppo Facebook Editoria e Legge.

Come facciamo noi comuni mortali a capire se è il caso di rivolgerci a un esperto o se possiamo fidarci? Il consiglio maestro è quello di rileggere il contratto più volte, magari a giorni di distanza e in forma cartacea, sottolineando quei passaggi che non ci sono molto chiari: nonostante l’ansia, l’emozione o una strana congiunzione astrale, non possiamo permetterci di perdere alcun dettaglio.
In particolare dobbiamo fare attenzione a un po’ di aspetti fondamentali, che vi propongo nel consueto elenco:

  • la durata del contratto non deve superare i cinque anni. In giro si dice che è un contratto, mica un matrimonio. Ironia a parte, è importante che la durata sia pari o (preferibilmente) inferiore ai cinque anni per non essere troppo vincolante e permettere sia all’autore sia all’editore una maggiore libertà. Non è detto che il rapporto sia idilliaco e, trattandosi di una “prima volta” per entrambi, un vincolo temporale eccessivo è spesso un campanello d’allarme per possibili fregature;
  • non devono esserci sanzioni in caso di rescissione. Questo si ricollega al punto precedente. La libertà di entrambe le parti deve essere imprescindibile e, dato che è l’editore a tenere il coltello dalla parte del manico, l’autore non deve essere soggetto a sanzioni di nessun tipo. D’altra parte l’editore deve avere la facoltà di svincolarsi in caso di inadempienza;
  • diritto di prelazione. C’è chi lo odia e chi lo accetta. La prelazione consiste nell’obbligo, da parte dell’autore, di sottoporre al proprio editore qualsiasi testo relativo e non al manoscritto oggetto del contratto. L’altra parte si impegna a rispondere con tempistiche ragionevoli per dare o meno il via libera. Se avete dubbi su questo punto, il mio consiglio è parlarne apertamente con l’editore: accettatelo solo nel caso in cui vi sembri disponibile a discutere, altrimenti non vi conviene rischiare;
  • percentuali, anticipi e pagamenti. Qui non si tratta di decidere quale percentuale sia per voi accettabile (punto non indifferente, beninteso): in questa parte del contratto bisogna capire come avverrà il pagamento. La formula migliore è l’attribuzione di una percentuale per ogni copia venduta o, meglio ancora, un anticipo a cui fa seguito una percentuale, fin dalla prima copia venduta. Diffidate invece di chi vi propone una grossa somma nell’immediato e poi il nulla, oppure una somma e poi una percentuale dalla tot copia venduta: ricordate che state vendendo i diritti della vostra opera e potreste non sapere come verranno gestiti una volta cessata l’erogazione del pagamento;
  • nessuna richiesta di contributo. L’ho ribadito in lungo e in largo in questo post dedicato alle EAP ma è bene ricordarlo sempre;
  • menzione di editing, correzione di bozze e grafica a carico dell’editore. Non richiedere contributi non vuol dire lasciare l’autore allo sbaraglio. Se un editore non offre servizi editoriali, fondamentalmente state vendendo i diritti della vostra opera senza ricevere nulla in cambio;
  • tempistiche per la conversione in ebook. Non è un punto fondamentale per la maggior parte degli autori, ma non cascate dalle nuvole: un esordiente venderà soprattutto in digitale e verrà fortemente penalizzato da una pubblicazione esclusivamente in cartaceo. Decidete cosa è meglio per voi, con consapevolezza.

Se avete ancora dei dubbi, non vergognatevi a consultare i link che vi ho lasciato a inizio post o qualsiasi altro professionista di fiducia. Non pensate mai massì è solo un libro, perché per un editore è molto di più e potrebbe ritorcerlo contro di voi, anche solo costringendovi a infinite trafile.
Prediligete i contratti dettagliati a quelli scarni, ma attenzione a non perdervi in un’infinità di parole e minuzie: i dettagli servono per fare chiarezza fra voi e l’editore, non per confondervi o peggio ancora manipolarvi.

Come sempre, trovate altri suggerimenti e articoli utili al fondo di questa pagina.

La mia esperienza

Non posso entrare nei dettagli del contratto che ho firmato, però vorrei soffermarmi sul diritto di prelazione. L’ho detestato fin da quando ne ho sentito parlare, eppure l’ho accettato. Come mai questa decisione?
Innanzitutto, ho fatto un po’ di ricerche e ho visto come diversi colleghi di casa editrice abbiano all’attivo pubblicazioni con altri marchi, anche di generi affini a quelli trattati da Plesio. L’impressione che ho avuto, dunque, è stata di disponibilità da parte dell’editrice.
In secondo luogo ne ho parlato con la diretta interessata, confermando l’idea che mi ero già fatta.
Il terzo fattore è quello più importante, ed è la durata del vincolo: un editore serio non ha interesse a bloccare i manoscritti per mesi interi, sia per rispetto verso gli autori sia perché potrebbe non avere il tempo materiale di gestirli. Un diritto di prelazione che imponga 60 giorni di fermo dovrebbe farvi storcere il naso, mentre 15 giorni sono un buon compromesso. Bisogna anche verificare cosa succede al termine di tale vincolo. Se, scaduto il tempo limite, avete la libertà di gestire il manoscritto come meglio credete, vale la pena accettare. Se al contrario compaiono clausole strane, vi consiglio di fuggire molto lontano. Tutti questi dettagli devono essere specificati chiaramente nel contratto che vi verrà offerto e dovete avere la possibilità di discuterne in caso di dubbi o incomprensioni.

Marta

Annunci

3 pensieri riguardo “Il contratto editoriale: obiettivo o fregatura?”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...