Aiuto ho scritto un libro! Guida pratica

Istruzioni per l’uso: come scegliere un editore

Va bene, ci siamo decisi: vogliamo spedire il nostro lavoro a un editore. Ma a chi? Come si fa a scegliere? Ci sono diversi aspetti da tenere in conto e ve li presenterò in questo post. La primissima cosa che dovete fare, però, è armarvi di carta e penna. La seconda è aprire due finestre sul vostro browser: una la terrete fissa sul forum Writer’s Dream, da cui potrete raccogliere ogni sorta di testimonianza, l’altra invece vi servirà per…

  • cercare case editrici che pubblichino il genere del vostro romanzo, perché inviare a tappeto non serve a nulla. Vi basterà scrivere nella barra di ricerca “case editrici fantasy” o analoghi, mentre carta e penna vi permetteranno di appuntarvi tutti (ma proprio tutti) i nomi che Internet sputerà fuori;
  • cercare una per una tutte le CE che avete segnato.
    Le cose vanno fatte bene o non si fanno. Googlate ogni singola casa editrice e tenetevi pronti a cercarla anche sul forum che vi ho segnalato;
  • leggere con attenzione la pagina riservata ai manoscritti. Ho imparato che questa singola pagina può voler dire molte cose sull’editore. Se è scritta in modo confuso o addirittura aggressivo, se l’indirizzo mail è nascosto nei meandri del deep web o è assente, se non trovate indicazioni su cosa dovete effettivamente inviare, sappiate che è un messaggio in codice per dirvi non ce ne frega niente del vostro stupido libro. Un editore intenzionato a trattare con esordienti mette subito in chiaro cosa sta cercando e come fare per contattarlo; se al momento non ha interesse a ricevere materiale, scriverà semplicemente che le selezioni sono chiuse;
  • leggete le testimonianze e, se possibile, cercate di capire come funzionano i contratti. All’epoca in cui cercavo una casa editrice mi capitò fra le mani un sito che raccoglieva informazioni sul tipo di contratto offerto da vari editori; mi evitò diverse fregature, ma non prendetelo per oro colato. Un editore serio infatti non è solo quello che rende pubblico il proprio contratto standard: è quello che si dimostra disponibile a discuterne con gli interessati;
  • fate attenzione all’impostazione del sito. Mettetevi nei panni di un lettore: sfogliereste mai il catalogo contenuto in un sito ridondante, male organizzato, con una palette di colori da suicidio oculare oppure con scritte così piccole da far impallare lo zoom del browser? Sembrano sciocchezze, ma in quanti rinunciano a un’occhiata perché l’impostazione grafica fa venire il mal di testa? Il primo a rimetterci è sicuramente il povero autore al fondo di quella pagina minuscola e illeggibile, e potreste essere proprio voi;
  • contattate gli autori. Non abbiate paura, la maggior parte di loro non morde. Gli autori sono i diretti interessati e sapranno darvi tutte le informazioni che desiderate, su tutti gli aspetti che vi incuriosiscono;
  • cercate le fiere a cui una determinata CE partecipa. La presenza in fiera è un fattore importante ed è bene capire se l’editore X si fa vedere solo alla festa degli alpini del suo paese o se raggiunge fiere più importanti. Di norma queste informazioni si trovano sulle pagine social oppure sul sito della casa editrice. Se vi interessa una manifestazione in particolare, spulciate nel database degli espositori;
  • studiate bene il catalogo e leggete molti estratti. C’è solo un modo per sincerarsi della qualità di una casa editrice ed è quello di toccare con mano i testi. Scaricare un estratto dal sito oppure dagli store online è un metodo veloce e gratuito per capire se il metodo di lavoro di quell’editore fa per voi oppure no. Guardare bene il catalogo vi aiuterà anche a capire la tendenza che segue ogni pubblicazione;
  • guardate le classifiche. Cercate almeno un paio di titoli sui principali store online: se il libro non è disponibile, vuol dire che l’editore dispone di un distributore pessimo e andrebbe scartato; se sono in posizioni buone significa che si muove bene e che avrete dunque discrete possibilità di vendita, se verrete accettati;
  • fidatevi del vostro istinto. Può sembrare banale ma voi per primi dovete essere irremovibili sulla vostra scelta. Se non vi convincono le copertine, i font, le fiere, e i titoli disponibili, forse vi conviene lasciar perdere o quantomeno relegare quella certa casa editrice a seconda scelta. Un autore deve essere innanzitutto fiero del marchio che sfoggia in copertina, altrimenti non riuscirà mai a collaborare con l’anima e il corpo per un obiettivo comune.

Ognuno ovviamente ha esigenze specifiche, però se non sapete davvero come muovervi tenete presente queste dritte. Nel caso vogliate curiosare circa l’esperienza che mi ha portato a stilare questo elenco, proseguite nella lettura.
Infine, vi ricordo l’appuntamento con il prossimo post: parleremo del fatidico contratto editoriale e delle insidie che potrebbe nascondere.
Se invece desiderate recuperare gli articoli precedenti, trovate il riepilogo aggiornato al fondo di questa pagina.

La mia esperienza

Trovare un editore che pubblichi fantascienza non è facile e me ne sono resa conto molto in fretta. Pur di trovare una buona casa per i miei I Superstiti di Ridian ho passato tre giorni interi a consumare Google e Writer’s Dream, tenendo sott’occhio anche qualche articolo frammentario sugli aspetti che contraddistinguono un editore serio.
In quei tre giorni ho raccolto i nominativi di una settantina di case editrici. E sì, se ve lo state chiedendo li ho cercati tutti.

Per ogni nome ho letto da cima a fondo la pagina dei manoscritti, restando perplessa di fronte a minacce più o meno velate (se non avete letto almeno cinque libri del nostro catalogo vuol dire che non siete interessati e noi non vogliamo dei cafoni come voi, in buona sostanza) e indirizzi mail fantasma. Mi sono cavata gli occhi davanti a bellissimi sfondi blu elettrico con scritte rosso fuoco, mi sono ingobbita per leggere delle quarte di copertine microscopiche e mi sono sentita male dinanzi a cover disegnate con Paint da un bambino di cinque anni. Mi sono anche rattristata nel vedere molti siti chiusi per fallimento, ho scaricato estratti e anche qualche contratto standard.
Alla fine della fiera ho selezionato una rosa di dieci editori privilegiati, escludendo ovviamente quelli a pagamento o a doppio binario (ossia quelli che propongono sia contratti free che EAP), e una manciata di editori di seconda scelta, in cui avevo incluso tutti quelli free che però non mi convincevano del tutto (catalogo scarno, soprattutto nella sezione di fantascienza, oppure con siti poco accattivanti e pagine social pressoché defunte, o ancora scarsa partecipazione sul territorio).

Nonostante l’accurata selezione, mi sono ritrovata a gestire alcune brutte sorprese. Un nome si è rivelato essere una EAP, di quelle che propongono una pubblicazione digitale gratuita e una cartacea a pagamento, mentre un altro (con un sito e una presenza grafica molto belli, per giunta) si disse molto interessato e poi svanì nel nulla. Un editore mi rifiutò nel tempo record di una settimana e, mesi dopo, arrivarono due contratti.
Alla fine scelsi l’unica casa editrice che rispettava tutte le mie richieste e di cui ero già lettrice, Plesio Editore. Il resto lo conoscete.

Marta

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7 pensieri riguardo “Istruzioni per l’uso: come scegliere un editore”

  1. Credo che sia una buona guida, questa. Trasmettere esperienza a chi non né ha ancora lo trovo encomiabile. Mi piace molto lo stile della guida tra il serio e l’umoristico. Purtroppo è vero: la giungla delle case editrici è sterminata e non sai mai che cosa ti capita. Scegliere con cura è la cosa che consiglio anche io a chiunque mi chieda che fare. La tua è stata una buona esperienza? (sono appena arrivato nel blog, non ho letto altro oltre questo articolo)

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    1. Sono felice dell’apprezzamento, cerco di unire l’utile al dilettevole per arrivare a tutti 😉
      La mia esperienza è stata altalenante: ho fatto esattamente ogni passo che descrivo negli articoli, imbattendomi in eap più o meno palesi, editori a doppio binario, case editrici che mi sembravano serie e curate e che invece sono evanescenti e scortesi. Alla fine ho esordito con uno dei primi editori indipendenti che ho conosciuto come lettrice, e non potrei essere più soddisfatta di questa scelta. Non è l’editore perfetto, ma ha tutto ciò che chiedo: un lavoro durissimo sul testo, uno staff fantastico e una presenza consolidata nelle fiere di settore.

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