I Superstiti di Ridian

I popoli di Ridian – seconda parte

Ridian restò sempre un pianeta ostile, e nemmeno le caratteristiche utopiche della società aliena poterono salvare milioni di vite.

La prima, grande guerra avvenne quando ampie zone del pianeta furono investite da cataclismi, terremoti ed eruzioni su vasta scala; centinaia di città furono devastate o polverizzate. Fu in quest’epoca che i popoli alieni impararono a eccellere nell’arte della guerra, contro se stessi e contro il suolo che li stava decimando.
Intere zone furono squarciate dalle bombe per erigervi in fretta nuovi insediamenti, decine di città furono conquistate e molte comunità si sterminarono a vicenda nell’esigenza di trovare presto un nuovo riparo.
La freddezza dei popoli di Ridian fu messa a durissima prova dall’improvvisa catastrofe ma, ancora una volta, scelsero di non dimenticare.

Il concilio degli Anziani acquistò potere decisionale vincolante, ogni membro della comunità ricevette un addestramento miltare completo e le città divennero città-laboratori, da cui indagare ogni mutamento del pianeta. In questo periodo cominciò la costruzione dell’immensa rete di sonde destinata ad avvolgere l’intera superficie di Ridian e i primi rilevatori furono inviati negli strati più profondi del sottosuolo.
Nel contempo, la produzione di armi si combinò al progredire tecnologico: le città divennero un baluardo sicuro contro ogni cataclisma e ogni tentativo di invasione, abbattendo l’impatto che queste avevano nell’economia del pianeta. Le comunità si fusero dunque con il pianeta, vivendo in simbiosi nelle loro fortezze inespugnabili, ripristinando artificialmente tutto ciò che era stato distrutto nella terribile guerra.

Lo sviluppo tecnologico investì anche e soprattutto le mutaforma. La loro capacità di adattare il proprio genoma, che si traduceva nella mutazione del loro aspetto, fu portata a pieno compimento dai progressi nel campo della genetica. Divennero addirittura capaci di assumere sembianze di creature inesistenti su Ridian.
Studiando questa loro capacità innata e poi potenziata, nacque un nuovo ramo di ricerca; le città-laboratorio furono schermate dall’esterno, risultando invisibili, e furono prodotti i primi tessuti capaci di disperdere ampie fasce della luce visibile.
In questo modo gli abitanti di Ridian tornarono ad appropriarsi anche della superficie: resi invisibili agli occhi dei predatori, poterono aggirarsi indisturbati. Qualche villaggio in superficie fu costruito, destinato però a un uso sporadico.

La caratteristica principale della mentalità di tali popoli fu la ricerca completa in qualsiasi ramo della scienza e della tecnica, in cui ogni progresso fu applicato alla vita quotidiana anche senza una reale necessità, come nel caso delle tecnologie belliche. La curiosità non si estinse mai negli abitanti di Ridian, almeno fin quando la futura guerra contro i terrestri ne piegò lo spirito e ne provocò quasi l’estinzione.

Ogni comunità era numerosissima, al punto che sul pianeta si contavano più di quindici miliardi di abitanti.
Come poterono un centinaio di terrestri porre fine a tutto questo? In che modo la guerra spezzò l’orgoglio di un popolo tanto avanzato?
Nei prossimi post daremo la risposta a queste domande, entrando nel vivo del conflitto che sfocerà poi nell’ultima missione narrata nel romanzo.

Se volete saperne di più su I Superstiti di Ridian, vi rimando a questo link.

Marta

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