I Superstiti di Ridian

I popoli di Ridian – prima parte

Ridian, pianeta prossimo al centro della Galassia e baluardo della speranza umana. Com’era prima dell’arrivo dei terrestri? Come si presentava la civiltà aliena prima che fosse devastata da duecento anni di guerra?

Non si può parlare di un popolo senza prima soffermarsi sull’ambiente in cui si è evoluto. Ridian, essendo vicino al nucleo della Via Lattea, è molto luminoso sia di giorno che di notte; circondato da un anello di detriti celesti che contribuisce a rendere le notti ancora più chiare, ospita una vegetazione fittissima e variegata. Dai fondali marini alle montagne più alte, la flora spazia da ogni dimensione a ogni colore, con la prevalenza di rosso a basse quote e blu-verde ad alta quota.

Lo sviluppo della vegetazione ha coinciso con quello della fauna e anche dell’unica forma di vita avanzata di Ridian; per tale motivo è un pianeta ostile, in cui è difficile uscire vivi dalle immense foreste.
Fin dagli albori, il problema più grande dei popoli di Ridian fu appunto la sopravvivenza: animali carnivori, erbivori in grado di avvelenare eventuali aggressori, piante dotate di protuberanze per stritolare e radici venefiche sono solo alcuni dei pericoli principali sulla superficie del pianeta. Quei popoli si adattarono, insediandosi all’interno degli immensi alberi morti e nei pochi spazi aperti, riducendo a zero il loro impatto.
Il primo, vero sviluppo tecnologico avvenne quando si scoprirono le risorse del sottosuolo e si imparò a sfruttarle: non per difendersi, bensì per erigere le prime città sotterranee, al riparo da aggressioni e fenomeni naturali. L’intensa attività geologica di Ridian infatti aveva prodotto importanti giacimenti, destinati a condurre la tecnologia a livelli altissimi.

Costruite le città, si consolidò anche la struttura sociale dei popoli di Ridian: le comunità crebbero di numero, complice il maggior spazio disponibile, e i compiti di ciascun membro si differenziarono; studiare le capacità di nuovi materali e metodi di lavorazione, impiantare coltivazioni artificiali, migliorare il sistema di comunicazione furono alcuni dei campi più battuti in questa prima età di sviluppo.
A capo di tutto, com’era sempre stato, vi era la mutaforma più anziana circondata da altri Anziani. Per i popoli di Ridian, infatti, la memoria fu da sempre l’aspetto più importante della loro società e cultura: solo ricordando il passato si poteva evitare la ciclicità degli errori e dunque la regressione. Fu anche questa memoria millenaria e determinare la crescita rapidissima delle comunità, e ben presto fu trasferita su supporti liberamente accessibili e indistruttibili.

Tuttavia Ridian restò sempre un pianeta ostile, e nemmeno le caratteristiche utopiche della società aliena poterono salvare milioni di vite.

 

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