Aiuto ho scritto un libro! Guida pratica

La sinossi: un biglietto da visita a doppio taglio

Presto o tardi, tutti dobbiamo confrontarci con la domanda: come si scrive una sinossi? E cosa sarà mai?
I più ingenui si chiederanno addirittura perché mai debbano scriverla, visto che il libro è oggettivamente sensazionale perché me l’ha detto la mamma. Purtroppo, vostra madre non potrà intercedere per voi in questo ingrato compito.
Dopo aver finito la prima stesura e averla revisionata e editata con cura, l’avete limata e completata assegnandole un target e un bel titolo. Sembrerebbe un prodotto fatto e finito, non c’è che dire. Eppure, avete presente quel negozio tanto carino che avete conosciuto conservando quel bellissimo biglietto da visita? Ecco, la sinossi sarà il vostro biglietto da visita per il mondo editoriale.

Se intendete spedire il vostro lavoro a un editore, la sinossi sarà la prima cosa che vi chiederanno, prima ancora del dattiloscritto: occorrerà infatti avere una visione d’insieme della storia per poter decidere se rientra o meno nella linea editoriale e, in un secondo momento, se tale storia può essere vendibile o no. Il primo punto è il più importante, perché se inviate una raccolta di poesie a un editore fantasy verrete cestinati alla velocità della luce, ma anche se vi presenterete con un romanzo spiccicato a uno che è già stato pubblicato proprio da quell’editore. Il secondo diventa importante per i piccoli editori, che non possono permettersi molti titoli “poco vendibili”.

Se invece optate per la strada del self-publishing, la sinossi sarà il punto di partenza per la promozione della vostra storia: quarta di copertina, trama da spedire ai blogger per segnalazioni e recensioni, addirittura il riassunto che racconterete ai lettori per incuriosirli dipenderanno dalla sinossi. Se non l’avete ben chiara, infatti, non riuscirete a raccontare le avventure dei vostri personaggi in modo convincente: dovrete andare dritti al punto d’interesse senza sbrodolare in scene che vi siete divertiti a scrivere ma che di fatto non catturano l’attenzione.

Credo vi sia ormai chiara l’importanza di una buona sinossi.
Ora possiamo rispondere alla prima domanda: che cos’è questo strumento infernale? La sinossi non è nient’altro che il riassunto della vostra storia, incluso il finale. Deve essere libero da virtuosismi letterari perché il suo scopo è presentare, non raccontare.
Per spiegarvi meglio ciò che intendo, elenco qui di seguito le linee generali per scrivere una sinossi “di base”, adatta alle richieste della maggior parte degli editori e sfruttabile per le esigenze dei self:

  • la sinossi non deve superare i 3000 caratteri, spazi inclusi. Il limite massimo adottato da molti è due cartelle, alcuni ne accettano fino a 3 o 4. Qui consiglio il numero di caratteri minimo perché la sintesi è davvero il dono più importante in questo step; se avete seguito i miei consigli per organizzare schematicamente la prima stesura, avrete già idea degli eventi chiave del vostro romanzo. Non quelli importanti, perché in così poco spazio dovete inserire solo quelli importantissimissimi. In questo senso il suo scopo è presentare: dovete mostrare al pubblico su quali binari si muove la trama e cos’è che la rende veramente originale rispetto ai miliardi di titoli sul mercato. Se voi stessi non ne riconoscete gli aspetti più innovativi, non aspettatevi che lo facciano i lettori.
  • la sinossi deve includere il finale. Questo non lo racconterete ai lettori, ma dovete averlo ben chiaro. In particolare a un editore è utile per poter valutare la storia nel suo insieme, perché anche la migliore trama può perdersi nel finale; inoltre avrà già un’idea del lavoro che dovrà o non dovrà fare sul vostro manoscritto. Per un self invece è comodo avere la risposta pronta alla domanda “sì ma finisce bene o male?”: anziché fissare il vostro interlocutore con gli occhi di una triglia lessata, sfodererete una risposta a sorpresa che non svelerà tutto ma lascerà soddisfatto il potenziale lettore.
  • la sinossi non è un esercizio di stile. Se il vostro personaggio preferito muore in modo tragico, ciò che conta è che muore. Non frega a nessuno il come, sarà compito del manoscritto assegnare l’aggettivo “tragico” o “ridicolo”. Niente frasi a effetto, niente virtuosismi sintattici, niente domande retoriche.
    Immaginate di camminare tranquillamente sul lungomare. A un certo punto vi si avvicina un tizio con una valigetta in mano e inizia a declamare: qual suono è più malinconico dello sciabordio delle onde? Qual luce più nostalgica del tramonto? Così è per Giosualda, la protagonista del mio romanzo formativo, che… In quanti secondi lo mandereste a stendere? E se invece vi salutasse con un sorriso e vi dicesse: stamattina non ho potuto fare a meno di notare il libro che stavate leggendo in spiaggia, è uno dei miei preferiti. Se mi permette, vorrei presentarle questo romanzo, anch’esso di formazione: parla di Giosualda, una donna a cui il mare ha strappato la famiglia e che dovrà… ?
  • la sinossi deve contenere informazioni tecniche, circa lo stile, il narratore, il tempo della narrazione e il genere. Dovete rubare solo poche righe alla presentazione della storia. Alcuni non lo chiedono esplicitamente, però vi consiglio di inserirlo sempre: sono dettagli utili, tanto per il lettore che dai gusti difficili quanto per l’editore che vorrebbe chiedervi di visionare il manoscritto completo.
  • la sinossi non deve contenere estratti. Se qualcuno vuole toccare con mano il vostro lavoro, potete preparare delle card da distribuire ai lettori incuriositi o un file da allegare (solo su espressa richiesta nel caso di invio a una casa editrice). In questo momento voi state vendendo la vostra trama, tutto il resto deve restarne fuori.
  • la sinossi non deve parlare di voi. Questo compito è delegato alla lettera di presentazione, a cui sarà dedicato il prossimo post, e alla biografia nella quarta di copertina. Ripensate al tizio con la valigetta di prima: a voi importerebbe qualcosa se si mettesse a declamare i suoi natali e gli studi compiuti? Ecco, appunto.
  • la sinossi può contenere delle informazioni di contatto. Qualche editore le richiede esplicitamente, molti no. Trovo comunque utile inserire il vostro nome e cognome corredati da un indirizzo mail e un numero di telefono, perché può capitare che la mail sia cestinata per sbaglio ma la vostra sinossi sia ancora nel computer dell’editore, che può così contattarvi.
  • la sinossi deve indicare se il romanzo appartiene a una saga o è autoconclusivo, perché sia il lettore sia l’editore devono sapere fin da subito a quanto ammonterà il loro investimento. Nel caso si parli di saghe, indicate i volumi previsti ed eventuali intenzioni circa spin-off, prequel et similia.

Da ultimo, ricordate di rinominare il file con “nomeromanzo_sinossi” e non cose strane o solo “sinossi”. Immaginate un editore con una cartella piena di file chiamati tutti “sinossi”. O immaginate voi stessi alle prese con il sesto libro, mentre vi accorgete che tutte le vostre sinossi sono indistinguibili le une dalle altre.

Questo è davvero il primo passo che la vostra storia compie verso il mondo esterno. Ecco perché fa disperare tanti autori e perché dovrete essere pronti a riscriverla diverse volte prima di trovare la perfetta sintesi tra efficacia e originalità. Un aiuto da parte dei vostri beta readers o di un eventuale editor può essere determinante, ma ricordate che nessuno meglio di voi è in grado di sviscerare la trama che avete creato. Fate diverse prove e non lasciatevi abbattere se vi sembrano tutte brutte.

Abbiamo affrontato aspetti molto importanti anche nelle puntate precedenti, che potete recuperare al fondo di questa pagina!

La mia esperienza

Prima ancora di iniziare la revisione de I Superstiti di Ridian avevo iniziato a spulciare i siti di alcuni editori, imbattendomi proprio nella sinossi. Avevo solo una vaga idea di cosa fosse, ma sapevo che era davvero importante. Capire esattamente come redigerla è stato un incubo, e proprio da questa prima avventura si era formata l’idea di creare una rubrica che potesse semplificare il lavoro ad altri autori.
Per stilare i punti che avete letto sopra ho infatti unito diverse informazioni pescate un po’ qua e un po’ là, tra siti autoreferenziali che volevano solo farti vedere quanto fosse originale la loro sinossi (quando poi era non solo sbagliata ma anche irritante) e pagine che davano per scontati troppi aspetti importanti.

La sinossi del mio romanzo conta 3226 caratteri spazi inclusi, di cui 408 sono dedicati a presentare l’alternanza tra i punti di vista di Daar e Nerissa, al motivo per cui ho optato per questa soluzione, al genere di riferimento della storia e al suo essere autoconclusivo. Un editore mi rifiutò (anche) per questo motivo, in quanto era alla ricerca di saghe.

Per raccontare nel modo più sintetico possibile le vicende dei miei superstiti, ho scelto di mettermi nel panni di Handel. Per quanto resti sempre un po’ in disparte nel corso della storia, è lei a muovere i fili principali della trama; le voci narranti infatti hanno una visione parziale della storia e i loro punti di vista non arrivano mai a completarsi, mentre un editore deve avere chiaro tutto fin dall’inizio, proprio come Handel.
Le motivazioni che spingono la professoressa sono le stesse che muovono i personaggi fino al compimento della loro missione e, reputandole il punto di forza del romanzo, le ho inserite esplicitamente, facendole poi confluire nell’azione che movimenta il finale. Nel libro vero e proprio invece queste motivazioni sono svelate poco a poco ai narratori e dunque al lettore. Come ho detto, i virtuosismi non sono concessi.

Da ultimo, forse vi starete chiedendo se ho riciclato la stessa sinossi per tutti gli editori a cui mi sono rivolta. La risposta è sì, non è un delitto farlo. Piuttosto è sbagliato non aggiungere alla sinossi delle informazioni richieste, per esempio il numero di caratteri o un estratto da inserire nello stesso file. I consigli che vi ho dato servono per stilare una sinossi il più generale possibile, così da non doverla stravolgere ogni volta, però dovete ricordare che ogni editore ha richieste specifiche che non potete disattendere.

Marta

10 pensieri su “La sinossi: un biglietto da visita a doppio taglio”

    1. Esatto, è stato uno dei punti su cui parecchi articoli insistevano, quando ancora cercavo informazioni… ed è per questo che non capisco come facciano a non saperlo tutti questi aspiranti scrittori. Basta usare Google, non serve hackerare il pentagono 😂

      Piace a 1 persona

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